lunedì 11 febbraio 2008

FILOSOFIE IN AFRICA

COLLANA SIMPLEGADI / PENSIERI D’ORIENTE ANNO 12 / N° 28.11.2007



a cura di Giovanni Leghissa

Con questo numero Simplegadi sposta il proprio sguardo verso l’Africa, un continente che
ormai sta iniziando a occupare una posizione di rilievo nell’ambito del dibattito filosofico interculturale. A chiarire il senso complessivo dei saggi qui raccolti aiuta già il titolo scelto per questo fascicolo, il quale per la prima volta in Italia offre al lettore la possibilità di confrontarsi con la produzione filosofica africana. Il presupposto da cui partire è che quest’ultima non costituisce un blocco unitario e uniforme: la ricerca dei filosofi operanti nel continente nero presenta notevoli diversità a seconda del modo in cui la ricchezza del patrimonio culturale tradizionale viene fatta interagire con quelle forme di espressione del pensiero e della riflessione filosofica che si lasciano ricondurre alle varie tradizioni europee, ancora presenti in virtù della passata dominazione coloniale. Tuttavia, ad accomunare quasi tutti gli autori africani è proprio lo sforzo di riflettere sulla realtà presente dell’Africa a partire da una prospettiva unitaria, capace di definire un’originalità che non intende però coincidere con una presunta “autenticità”.
Posto che nessun pensiero filosofico possa prescindere da un’interrogazione sul luogo proprio, inteso non come accesso all’origine, bensì come condizione di possibilità della riflessione, il pensiero dei filosofi africani si presenta dunque come un lucido tentativo di mettere in questione il carattere locale, culturalmente e politicamente determinato, di quell’esercizio di riflessione sull’universale che continuiamo a chiamare filosofia.


Giovanni Leghissa (Trieste, 1964) è membro della redazione di “aut aut”, ha insegnato Filosofia all’Univeristà di Vienna e all’Univeristà di Trieste. Tra le sue pubblicazioni: L’evidenza impossibile. Saggio sull’immaginazione in Husserl (1999), Il dio mortale. Ipotesi sulla religiosità moderna (2004), Il gioco dell’identità. Differenza, alterità, rappresentazione (2005), Incorporare l’antico. Filologia classica e invenzione della modernità (2007). Ha curato inoltre l’edizione italiana di opere di Husserl, Derrida, Blumenberg, Hall. Attualmente insegna presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Udine.

ISBN 9788884836458

16,00 euro

martedì 15 gennaio 2008

S/PAESATI - EVENTI SUL TEMA DELLE MIGRAZIONI - VII edizione 2007

Associazione culturale “Spaesati”
Bonawentura –Teatro Miela
Teatro Stabile Sloveno

Teatro Miela - Sabato 19 gennaio 2008 , ore 20.30
Ingresso libero

Paulin J. Hountondji: LA FILOSOFIA AFRICANA

Il filosofo Paulin J. Houtondji dialoga con Giovanni Leghissa (Università di Udine) in occasione dell’uscita del numero della rivista “Simplegadi” dedicato alla filosofia africana.

Dopo secoli di rimozione finalmente inizia anche in Italia una ricezione delle voci africane della filosofia che possono arricchire il dibattito filosofico internazionale.

La filosofia africana in senso stretto nasce come risposta ai discorsi discriminatori che l’Occidente ha sviluppato sull’Africa: filosofi, etnologi e missionari hanno infatti, a lungo e in vario modo, negato agli africani una pari dignità culturale e la capacità di un pensiero razionale, vedendovi dei primitivi in balia dei sensi, delle passioni, della superstizione e di credenze collettive. La filosofia africana nasce come discorso che si rivolge nel contempo all’Africa e all’Occidente, come reazione e tentativo di proporre a un’immagine positiva di se stessi in cui ci si possa riconoscere.

Paulin J. Hountondji, nato nel 1942, è un filosofo e politico beninese. Hountondji ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pargi dove si è laureato nel 1966, e dove ha preso il dottorato con una tesi su Edmund Husserl. Dopo due anni di insegnamento in Francia e Congo, ricopre un incarico all'Università nazionale del Benin a Cotonou dove ancora insegna filosofia.
La sua carriera accademica fu interrotta da una parentesi politica. Essendosi opposto al regime militare che aveva governato il suo paese, Hountondji partecipò nel 1992 al ritorno del Benin alla democrazia e lavorò due anni per il ministero dell'educazione e delle comunicazioni. La sua opera maggiore, Sur la philosophie africaine : critique de l’ethnophilosophie (1977) vincitore di vari premi è stato selezionato tra i cento migliori libri africani del XX sec.

Giovanni Leghissa (Trieste, 1964), ha insegnato filosofia all’ Università di Vienna e dal 2003 al 2006 all’Università di Trieste, con un contratto reso possibile dalla legge sulla mobilità dei ricercatori italiani all’estero. E’ redattore della rivista “aut aut”, e di “Simplegadi” e ha curato l’edizione italiana di opere di Derrida, Blumenberg, Husserl, Overbeck, Tempels, Hall. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il dio mortale. Ipotesi sulla religiosità moderna. (Medusa, Milano 2004), Il gioco dell’identità. Differenza, alterità, rappresentazione. (Mimesis, Milano 2005), Incorporare l’antico. Filologia classica e invenzione della modernità (Mimesis, Milano 2007)
Le sue indagini sono rivolte a un’epistemologia critica delle scienze umane, con particolare riferimento all’antropologia, alla storia delle religioni e alla filologia.

lunedì 7 gennaio 2008

Anno Europeo del Dialogo Interculturale

Con il 1° gennaio 2008 si è aperto l'Anno Europeo del Dialogo Interculturale. Gli obiettivi che sono stati posti sono i seguenti:

— promuovere il dialogo interculturale come processo in cui quanti vivono nell'UE possono migliorare la loro capacità di adattarsi ad un ambiente culturale più aperto ma anche più complesso in cui, nei diversi Stati membri e anche all'interno di ciascuno di essi, coesistono identità culturali e credenze diverse;
— mettere in evidenza il dialogo interculturale come opportunità di contribuire a una società pluralistica e dinamica, in Europa e nel mondo intero, e da essa trarre profitto;
— sensibilizzare quanti vivono nell'UE, in particolare i giovani, all'importanza di sviluppare una cittadinanza europea attiva e aperta sul mondo, rispettosa della diversità culturale e fondata sui valori comuni dell'UE definiti nell'articolo 6 del trattato UE e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;
— porre in risalto il contributo delle varie culture ed espressioni della diversità culturale al patrimonio e ai modi di vita degli Stati membri.
Gli obiettivi specifici dell'anno europeo del dialogo interculturale sono i seguenti:
— cercare di sensibilizzare quanti vivono nell'UE, in particolare i giovani, all'importanza di partecipare al dialogo interculturale nella vita quotidiana;
— adoperarsi per identificare, condividere e dare un riconoscimento europeo visibile alle migliori pratiche di promozione del dialogo interculturale in tutta l'UE, in particolare tra i giovani e i bambini;
— rafforzare il ruolo dell'istruzione come mezzo importante per insegnare la diversità, aumentare la comprensione delle altre culture e sviluppare competenze e migliori prassi sociali, nonché mettere in evidenza il ruolo centrale dei mezzi di comunicazione nella promozione del principio di uguaglianza e della comprensione reciproca;
— rendere più visibili e coerenti e promuovere tutti i programmi e le azioni della Comunità che contribuiscono al dialogo interculturale e assicurarne la continuità;
— contribuire ad esplorare nuovi approcci al dialogo interculturale che implichino la cooperazione di un'ampia varietà di attori dei diversi settori.

(informazioni tratte dal sito: http://db.formez.it/ProgrammiComunitari.nsf)

venerdì 14 dicembre 2007

Seminario permanente di Filosofia interculturale

Lunedì 17 dicembre alle ore 17:00, presso la sala Stefanini del Dipartimento di Filosofia dell'Università di Padova (piazza Capitaniato), Marcello Ghilardi condurrà l'incontro mensile del Seminario di Filosofia interculturale coordinato dal prof. Giangiorgio Pasqualotto. Il tema dell'incontro sarà Estetica e intercultura. La partecipazione è libera e aperta a tutti.

martedì 4 dicembre 2007

Presentazione rivista a Padova

Per tutti gli interessati che abitano a Padova o dintorni (ma anche per tutti gli altri che hanno voglia di fare un giro): stasera, martedì 4 dicembre, presentiamo il numero scorso della rivista "Simplegadi" e diamo una anteprima del numero nuovo, in uscita tra un mese circa. Appuntamento presso la libreria KAOSMOSI, in riviera Paleocapa a Padova, alle ore 21!

venerdì 13 luglio 2007

COLLANA MIMESIS PENSIERI D'ORIENTE

RIVISTA SIMPLEGADI

SENTIERI DI MEZZO TRA OCCIDENTE E ORIENTE

ANNO 11/ N0 27.11.2006


a cura di Marcello Ghilardi
ed Emanuela Magno

Nell’intento di proseguire sulla strada del dibattito interculturale, i saggi proposti in questo numero di Simplegadi rispondono a diverse esigenze. Da un lato, si è inteso dare spazio a contributi che permettessero di affrontare argomenti diversi, in modo tale da rendere conto della varietà di approcci e della pluralità di voci che costituiscono una ricerca dialogica e interculturale in senso ampio: per questo gli argomenti trattati spaziano dalla storia della filosofia alla linguistica, da tematiche filologiche e problemi di traduzione a confronti tra autori e proposte filosofiche di differenti tradizioni.
Dall’altro, il comune denominatore di questi stessi saggi è rappresentato proprio dal costante confronto con l’esteriorità — filosofica, linguistica, culturale — che innerva necessariamente ogni pensiero che si voglia aprire alle tensioni del presente. In questo numero l’esterno, l’altro, lo straniero è costituito in particolar modo dalle tradizioni di pensiero di India, Cina e Giappone. Senza voler ridurre ogni forma di confronto a un esercizio accademico e logico-argomentativo, ma cercando il più possibile di preservare la novità e la sorpresa dell’incontro con il diverso, i contributi di questo volume hanno l’intento di offrire una possibilità in più di comprendere e approfondire la natura filosofica dei temi implicati in ogni percorso interculturale.

Marcello Ghilardi dottorando in Estetica e Teoria delle Arti presso l’università di Palermo, collabora alle cattedre di Estetica e di Sinologia presso l’università di Padova e al Master in Studi Interculturali della stessa facoltà. Tra le sue pubblicazioni: Cuore e acciaio. Estetica dell’animazione giapponese (Padova, 2003) e L’enigma e/o specchio (Padova, 2006).

Emanuela Magno dottore di ricerca in Filosofia, borsista presso il Dipartimento di Filosofia dell’università di Padova, collabora alle cattedre di Estetica e di Lingua e letteratura sanscrita presso la medesima università. Tra le sue pubblicazioni Nagariuna, il cammino di mezzo (ed.) (Padova, 2004), Nagarjuna via dialettica della vacuità (Padova, 2005).

COLLANA PENSIERI D'ORIENTE - CINA

FRANCOIS JULLIEN - PENSARE CON LA CINA




“In Cina cercavo la rottura più radicale possibile dai rapporti di connivenza e filiazione sui quali riposa (e si riposa) il nostro pensiero, quindi una sorta di scomodità teorica, come una sfasatura […], un punto di esteriorità per considerare dal rovescio il pensiero europeo e scoprire altri modi possibili di intelligibilità”. François Jullien


François Jullien, inizialmente grecista per vocazione, poi sinologo di formazione, ha scelto di compiere una lunga “deviazione” rispetto alla lingua e alle tematiche del pensiero per esporre le categorie e le strutture del pensiero occidentale all’esteriorità rappresentata dal pensiero cinese, e mettere inquestione l’impensato della filosofia europea. Negli scritti qui presentati – saggi brevi, interviste, dialoghi – emerge in modo chiaro e conciso l’intenzione di fondo della sua proposta teorica, offrendo sia al lettore già avvezzo al suo lavoro, sia a chi vuole accostarlo qui per la prima volta, la possibilità di ricapitolare le sue linee essenziali.

François Jullien, filosofo e sinologo, insegna all’Università di Paris VII (Denis Diderot) ed è direttore dell’Institut de la Pensé Contemporaine presso la stessa università. I suoi lavori, tradotti in molte lingue, animano da anni il dibattito internazionale intorno al rapporto tra pensiero europeo e pensiero cinese. In Italia è stata tradotta la maggior parte delle sue opere. Tra le pubblicazioni più recenti: Il saggio è senza idee, Torino 2002; Il nudo impossibile, Roma 2004; La grande immagine non ha forma, Vicenza 2004; Strategie del senso in Cina e in Grecia, Roma 2004; L’Ombra del Male, Vicenza 2005; Nutrire la vita, Milano 2006; Figure dell’immanenza, Roma-Bari 2006; Conferenza sull’efficacia, Roma-Bari 2006.

Marcello Ghilardi (Milano 1975) è dottorando in Estetica e Teoria delle Arti presso l’Università di Palermo, e collabora da anni alla cattedra di Estetica dell’Università di Padova. Di François Jullien ha curato La grande immagine non ha forma e L’Ombra del Male. Ha inoltre pubblicato Cuore e acciaio. Estetica dell’animazione giapponese (Padova 2003) e L’enigma e lo specchio (Padova 2006).