venerdì 23 gennaio 2009

PER UNA FILOSOFIA INTERCULTURALE


a cura di Giangiorgio Pasqualotto

In un mondo sempre più attraversato da fenomeni di globalizzazione e di interazione tra culture, i termini ‘multiculturalismo’ e ‘intercultura’ sono ormai entrati nell’uso comune, ma la gamma di significati con cui vengono usati è talmente ampia da produrre spesso equivoci e confusioni. Diventa pertanto sempre più necessario chiarire le differenze tra i concetti che tali termini esprimono. Ma diventa sempre più necessario anche cogliere ed evidenziare le possibilità, i limiti e le finalità di una filosofia interculturale che non si accontenti di registrare l’esistenza di molteplici culture, ma riesca a trovare i modi attraverso i quali esse traggano benefici dalla loro reciproca conoscenza e dal loro confronto. La presente raccolta di saggi intende cominciare a rispondere a queste due necessità imposte dagli attuali processi di trasformazione culturale.

Scritti di:
A. Brandalise, A. Celli, A. Crisma, M. Ghilardi, G. Leghissa, E. Magno, G. Pasqualotto, C. Saccone

Giangiorgio Pasqualotto insegna Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova e Filosofia delle Culture presso il Master di Studi Interculturali della medesima Università. Ha contribuito a fondare “Simplegadi. Rivista di filosofia interculturale”, ed è direttore scientifico della Scuola Superiore di filosofia comparata di Rimini. Tra le sue pubblicazioni più recenti: East&West (Venezia 2003), Figure di pensiero (Venezia 2007), Dieci lezioni sul buddhismo (Venezia 2008). Sui temi della filosofia interculturale ha curato il volume Simplegadi. Percorsi del pensiero tra Occidente e Oriente (Padova 2002).

Euro 16,00
Isbn 9788884837301

mercoledì 21 gennaio 2009

SULLA PITTURA - Shitao



A cura di Marcello Ghilardi
Prefazione di Giangiorgio Pasqualotto

I Discorsi sulla pittura del monaco Zucca Amara di Shitao (inizi del XVIII secolo) costituiscono uno dei testi più importanti e originali del pensiero estetico cinese, e condensano la maggior parte delle idee filosofiche sulla pittura discusse nel corso dei secoli precedenti da letterati, calligrafi e pittori. I diciotto brevi capitoli del trattato, di cui si offre per la prima volta in traduzione italiana un’ampia antologia, si presentano non soltanto come un’ottima introduzione all’estetica pittorica cinese, ma anche come densa riflessione sul significato profondo della produzione artistica, dell’incontro tra uomo e natura, del rapporto tra arte e vita.

Shitao (Zhu Ruoji, 1641-1708 ca.) è uno dei più importanti pittori e teorici dell’arte cinesi. Nato come discendente di una famiglia di sangue imperiale, con il crollo della dinastia Ming e l’instaurarsi di quella Qing tra il 1644 e il 1645 venne nascosto in un monastero buddhista, dove trascorse gli anni della sua formazione. Dedicò il resto della sua vita alla pittura, viaggiando per le regioni della Cina, e divenne famoso anche tra i contemporanei con lo pseudonimo di Shitao («Onda di pietra»). Visse i suoi ultimi anni nei pressi della città di Yangzhou, e si avvicinò al pensiero e alla pratica del taoismo.

Marcello Ghilardi (Milano, 1975) ha conseguito il dottorato di ricerca in Estetica e Teoria delle Arti presso l’Università di Palermo. Collabora con la cattedra di Estetica del dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova, ed è redattore delle riviste «Simplegadi» e «Orbis Tertius». Tra la sue pubblicazioni: Cuore e acciaio. Estetica dell’animazione giapponese (Padova, 2003); L’enigma e lo specchio. Il problema del volto nella pittura contemporanea (Padova, 2006).

Euro 12,00
ISBN 9788884837622

sabato 17 maggio 2008

UDINE / VICINO E LONTANO. Identità e differenza al tempo dei conflitti

Venerdì 16 maggio

15:00
Oratorio del Cristo
Il logos della filosofia interculturale. Logos e Brahman
Ciclo di lezioni di filosofia interculturale a cura di Giangiorgio Pasqualotto con Emanuela Magno

16:30
Oratorio del Cristo
Chi sono i barbari? (I)
Ciclo di lezioni filosofiche a cura di Pier Aldo Rovatti con Giovanni Leghissa

sabato 17 maggio

09:00
Oratorio del Cristo
Altre Afriche. Il dibattito filosofico in Africa oggi
Ciclo di lezioni di filosofia interculturale a cura di Giangiorgio Pasqualotto con Giovanni Leghissa
Presentazione di Simplegadi: rivista di filosofia interculturale


15:00
Oratorio del Cristo
Pensare l´identità in Giappone: intercultura come trasformazione
Ciclo di lezioni di filosofia interculturale a cura di Giangiorgio Pasqualotto con Marcello Ghilardi


vedi il programma completo: http://www.vicinolontano.it/index.php?session=0S2802571626987MOY8879R&syslng=ita&sysmen=52&sysind=2&syssub=0&sysfnt=0&code=PROGR

vicino/lontano - identità e differenze al tempo dei conflitti


Analizzare e riconoscere i mutamenti che attraversano e ridefiniscono le nostre società, i nostri stili di vita e i nostri modelli di consumo; scalfire l’indifferenza e la disattenzione – se non l’ostilità e l’inquietudine – con cui spesso guardiamo al mondo ‘altro’; creare un osservatorio accessibile sulla contemporaneità per tentare di assumere una visione realistica e culturalmente/eticamente responsabile di fronte agli scenari presenti e ai processi in divenire: questa la sfida di vicino/lontano.

Studiosi, scrittori e artisti di prestigio internazionale – attraverso pubblici dibattiti, mostre e spettacoli – si confrontano, da punti di vista e con approcci disciplinari diversi, sulle nuove sfide economiche e l'antica arretratezza, sulla sostenibilità ambientale e il problema delle risorse, sui diritti negati e i costi umani del "progresso", sull'impatto sociale e culturale dei flussi migratori, sull’omologazione delle culture e il ruolo delle religioni nei conflitti e nei percorsi di pace…

Sono questi e altri i temi cruciali del nostro tempo su cui vicino/lontano intende aprire un confronto – col contributo di ospiti tra i più accreditati del mondo della cultura, dell'economia e dell'informazione – con l'intento di indurci a rimettere continuamente in discussione i paradigmi culturali che sostengono le nostre certezze e le “nostre” pretese universalistiche, sia in campo culturale che in campo economico.

lunedì 24 marzo 2008

Seminario permanente di Filosofia Interculturale

Venerdì 28 marzo p.v., alle ore 17 presso l'auletta seminari della Facoltà di Filosofia in p.zza Capitaniato 3 (primo piano), il prof. F. Squarcini (Università di Firenze e di Roma) terrà un incontro seminariale nell'ambito degli studi interculturali coordinato dal prof. G. Pasqualotto dal titolo "L'altro à la carte", relativo all'ambito delle culture del Sud-Est asiatico.

lunedì 11 febbraio 2008

FILOSOFIE IN AFRICA

COLLANA SIMPLEGADI / PENSIERI D’ORIENTE ANNO 12 / N° 28.11.2007



a cura di Giovanni Leghissa

Con questo numero Simplegadi sposta il proprio sguardo verso l’Africa, un continente che
ormai sta iniziando a occupare una posizione di rilievo nell’ambito del dibattito filosofico interculturale. A chiarire il senso complessivo dei saggi qui raccolti aiuta già il titolo scelto per questo fascicolo, il quale per la prima volta in Italia offre al lettore la possibilità di confrontarsi con la produzione filosofica africana. Il presupposto da cui partire è che quest’ultima non costituisce un blocco unitario e uniforme: la ricerca dei filosofi operanti nel continente nero presenta notevoli diversità a seconda del modo in cui la ricchezza del patrimonio culturale tradizionale viene fatta interagire con quelle forme di espressione del pensiero e della riflessione filosofica che si lasciano ricondurre alle varie tradizioni europee, ancora presenti in virtù della passata dominazione coloniale. Tuttavia, ad accomunare quasi tutti gli autori africani è proprio lo sforzo di riflettere sulla realtà presente dell’Africa a partire da una prospettiva unitaria, capace di definire un’originalità che non intende però coincidere con una presunta “autenticità”.
Posto che nessun pensiero filosofico possa prescindere da un’interrogazione sul luogo proprio, inteso non come accesso all’origine, bensì come condizione di possibilità della riflessione, il pensiero dei filosofi africani si presenta dunque come un lucido tentativo di mettere in questione il carattere locale, culturalmente e politicamente determinato, di quell’esercizio di riflessione sull’universale che continuiamo a chiamare filosofia.


Giovanni Leghissa (Trieste, 1964) è membro della redazione di “aut aut”, ha insegnato Filosofia all’Univeristà di Vienna e all’Univeristà di Trieste. Tra le sue pubblicazioni: L’evidenza impossibile. Saggio sull’immaginazione in Husserl (1999), Il dio mortale. Ipotesi sulla religiosità moderna (2004), Il gioco dell’identità. Differenza, alterità, rappresentazione (2005), Incorporare l’antico. Filologia classica e invenzione della modernità (2007). Ha curato inoltre l’edizione italiana di opere di Husserl, Derrida, Blumenberg, Hall. Attualmente insegna presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Udine.

ISBN 9788884836458

16,00 euro

martedì 15 gennaio 2008

S/PAESATI - EVENTI SUL TEMA DELLE MIGRAZIONI - VII edizione 2007

Associazione culturale “Spaesati”
Bonawentura –Teatro Miela
Teatro Stabile Sloveno

Teatro Miela - Sabato 19 gennaio 2008 , ore 20.30
Ingresso libero

Paulin J. Hountondji: LA FILOSOFIA AFRICANA

Il filosofo Paulin J. Houtondji dialoga con Giovanni Leghissa (Università di Udine) in occasione dell’uscita del numero della rivista “Simplegadi” dedicato alla filosofia africana.

Dopo secoli di rimozione finalmente inizia anche in Italia una ricezione delle voci africane della filosofia che possono arricchire il dibattito filosofico internazionale.

La filosofia africana in senso stretto nasce come risposta ai discorsi discriminatori che l’Occidente ha sviluppato sull’Africa: filosofi, etnologi e missionari hanno infatti, a lungo e in vario modo, negato agli africani una pari dignità culturale e la capacità di un pensiero razionale, vedendovi dei primitivi in balia dei sensi, delle passioni, della superstizione e di credenze collettive. La filosofia africana nasce come discorso che si rivolge nel contempo all’Africa e all’Occidente, come reazione e tentativo di proporre a un’immagine positiva di se stessi in cui ci si possa riconoscere.

Paulin J. Hountondji, nato nel 1942, è un filosofo e politico beninese. Hountondji ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pargi dove si è laureato nel 1966, e dove ha preso il dottorato con una tesi su Edmund Husserl. Dopo due anni di insegnamento in Francia e Congo, ricopre un incarico all'Università nazionale del Benin a Cotonou dove ancora insegna filosofia.
La sua carriera accademica fu interrotta da una parentesi politica. Essendosi opposto al regime militare che aveva governato il suo paese, Hountondji partecipò nel 1992 al ritorno del Benin alla democrazia e lavorò due anni per il ministero dell'educazione e delle comunicazioni. La sua opera maggiore, Sur la philosophie africaine : critique de l’ethnophilosophie (1977) vincitore di vari premi è stato selezionato tra i cento migliori libri africani del XX sec.

Giovanni Leghissa (Trieste, 1964), ha insegnato filosofia all’ Università di Vienna e dal 2003 al 2006 all’Università di Trieste, con un contratto reso possibile dalla legge sulla mobilità dei ricercatori italiani all’estero. E’ redattore della rivista “aut aut”, e di “Simplegadi” e ha curato l’edizione italiana di opere di Derrida, Blumenberg, Husserl, Overbeck, Tempels, Hall. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il dio mortale. Ipotesi sulla religiosità moderna. (Medusa, Milano 2004), Il gioco dell’identità. Differenza, alterità, rappresentazione. (Mimesis, Milano 2005), Incorporare l’antico. Filologia classica e invenzione della modernità (Mimesis, Milano 2007)
Le sue indagini sono rivolte a un’epistemologia critica delle scienze umane, con particolare riferimento all’antropologia, alla storia delle religioni e alla filologia.

lunedì 7 gennaio 2008

Anno Europeo del Dialogo Interculturale

Con il 1° gennaio 2008 si è aperto l'Anno Europeo del Dialogo Interculturale. Gli obiettivi che sono stati posti sono i seguenti:

— promuovere il dialogo interculturale come processo in cui quanti vivono nell'UE possono migliorare la loro capacità di adattarsi ad un ambiente culturale più aperto ma anche più complesso in cui, nei diversi Stati membri e anche all'interno di ciascuno di essi, coesistono identità culturali e credenze diverse;
— mettere in evidenza il dialogo interculturale come opportunità di contribuire a una società pluralistica e dinamica, in Europa e nel mondo intero, e da essa trarre profitto;
— sensibilizzare quanti vivono nell'UE, in particolare i giovani, all'importanza di sviluppare una cittadinanza europea attiva e aperta sul mondo, rispettosa della diversità culturale e fondata sui valori comuni dell'UE definiti nell'articolo 6 del trattato UE e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;
— porre in risalto il contributo delle varie culture ed espressioni della diversità culturale al patrimonio e ai modi di vita degli Stati membri.
Gli obiettivi specifici dell'anno europeo del dialogo interculturale sono i seguenti:
— cercare di sensibilizzare quanti vivono nell'UE, in particolare i giovani, all'importanza di partecipare al dialogo interculturale nella vita quotidiana;
— adoperarsi per identificare, condividere e dare un riconoscimento europeo visibile alle migliori pratiche di promozione del dialogo interculturale in tutta l'UE, in particolare tra i giovani e i bambini;
— rafforzare il ruolo dell'istruzione come mezzo importante per insegnare la diversità, aumentare la comprensione delle altre culture e sviluppare competenze e migliori prassi sociali, nonché mettere in evidenza il ruolo centrale dei mezzi di comunicazione nella promozione del principio di uguaglianza e della comprensione reciproca;
— rendere più visibili e coerenti e promuovere tutti i programmi e le azioni della Comunità che contribuiscono al dialogo interculturale e assicurarne la continuità;
— contribuire ad esplorare nuovi approcci al dialogo interculturale che implichino la cooperazione di un'ampia varietà di attori dei diversi settori.

(informazioni tratte dal sito: http://db.formez.it/ProgrammiComunitari.nsf)